A quel tempo non
c'era nemmeno la corriera ed arrivò nel bosco ch'era già quasi
sera. " Morir per la stanchezza non trovo giudizioso, per questo
ora mi siedo e un poco mi riposo".
Pensò queste parole
la nostra Cappuccetto, di certo consigliata da qualche
diavoletto; sedette poi bel bella sotto un ippocastano.
Ma all'improvviso
accadde qualcosa d'assai strano: si fece viola il bosco silente
ed irreale, apparve poi dal nulla un tizio eccezionale:
minaccioso, peloso, dallo sguardo un po' cupo, ma nemmeno poi
tanto, trattandosi d'un lupo.
"Buonasera" lui disse
con tono assai furbesco, "il momento è ideale per prendere il
fresco". Cappuccetto pensò: "Ma che tipo screanzato,
parlarmi senza essersi prima presentato!"
Quasi che il lupo avesse
letto nel suo pensiero, s'inchinò a Cappuccetto con fare
salottiero: "Mi chiamo Osvaldo Lupo, son guardia forestale".
"Che strano avrei giurato lei fosse un animale!" rispose
Cappuccetto, ed arrossì confusa, dicendo sottovoce parole alla
rinfusa.
Ridendo e raccondando
gustose barzellette passarono i minuti, si fecero le sette. Poi
disse Cappuccetto:" Adesso ho proprio fretta: c'è tanta strada
ancora e nonna che mi aspetta. Malata e senza cena sarà triste e
depressa". Fu allora che il furbastro propose la scommessa: "Chi
primo dalla nonna giunge a destinazione vince il resto di nulla
più la soddisfazione."
"Accetto volentieri!"
rispose la bambina e con il cuor contento firmò la sua rovina.
Intanto il lupo Osvaldo, veloce come un treno, raggiunse la
nonnina in un battibaleno. Entrò nella casetta e senza
esitazione della dolce vecchierella fece un unico boccone.
S'aggiustò la cuffietta,
gli occhiali e lo scialletto e attese che arrivasse l'ignara
Cappuccetto. Passata un'ora disse: "Mi son dato alla fuga, ma
questa ragazzina sembra una tartaruga! Ho corso a più non posso
come un motore turbo; a prendermela comoda sarei stato più
furbo."
In questa vana attesa
trascorsero due ore e cresceva in Osvaldo intanto il malumore.
"Certo sarà perduta, ferita, forse morta!" si preoccupava il
lupo, quand'ecco, dalla porta, qualcuno dette piano un rapido
colpetto.
"Chi è?" domandò il
lupo. "Io sono Cappuccetto!" "Entra pure mia piccina, di certo
sarai stanca!" "Ti confesso, nonnina, ho il fiato che mi
manca... ma le tue belle guance son diventate irsute, è proprio
peggiorato il tuo stato di salute!" "Ho solo il mal di testa e
la pressione bassa, ma se mi dai un bacino scommetto che mi
passa".
"Nonnina la domanda
spero non ti dispiaccia, perchè hai tanti peli sulle mani e
sulle braccia? E come mai mi guardi con questo gran cipiglio? E
perchè la tua mano somiglia ad un artiglio? I tuoi denti
nonnina, sono lunghi ben due spanne, non avertene a male,
ricordano le zanne. E quegli occhi da folle quel nasone
schacciato!".
"Insomma Cappuccetto, mi
sono bell'e stufato! Cominciamo a chiarire che io, malgrado
tutto, sarò forse malvagio, ma non di certo brutto. E poi le tue
domande mi han proprio innervosito, e a me l'arrabbiatura
concilia l'appetito".
Dette queste parole,
senza nessun rimorso, il lupo Cappuccetto divorò in un sol
morso. Infine soddisfatto del pranzetto abbondante, di botto
Osvaldo cadde in un sonno pesante. Se ne stava a ronfare da
numerose ore quando passò per caso un baldo cacciatore; a sparar
col fucile era proprio negato, ma è facile colpire un lupo
addormentato.
Così il povero Osvaldo
di botto si svegliò con sulla pancia un buco grande come un
oblò, da cui vennero fuori, con finale ad effetto, un cervo, uno
scoiattolo, la nonna e Cappuccetto.
Quest'ultima che odiava
essere divorata al lupo prontamente diede una gran pedata
che la povera bestia assai malconcia e pesta, in men di un
secondo spedì nella foresta.
La fiaba a dire il vero,
sia detto per inciso, prevedeva nel finale che il lupo fosse
ucciso. Però quel lupo Osvaldo, sebbene un po' selvatico, era un
tipo gioviale, tutt'altro che antipatico.
E poi di lupi veri,
sappiam bene in fondo, ne son rimasti pochi in questo nostro
mondo; per questo volentieri gli salviamo la vita. E adesso
arrivederci, la favola è finita.
Fiaba tratta da: Il Mulino
a vento "Tante fiabe in rima" Ed: Raffaello
I disegni colorati da me,
sono stati prelevati dal sito Midisegni.it