I

Fin dal secolo xv soleva apparire in certe notti d'estate sui torrioni del vecchio castello di città una bianca forma di donna, nella quale si voleva credere di scoprire lo spirito della contessa Caterina, moglie del signore del castello, il conte Enrico...

Caterina a detta del popolo era una donna avidissima e sanguinaria, e, dopo la morte prematura del consorte continuò a vivere lontana dal mondo, tenendo a suo servizio un servitore di nome Giuseppe.

Costui doveva pensare bene a custodire bene i quattro mastini, animali feroci e pericolosissimi, che non venivano tenuti alla catena, ma lasciati liberi di scorazzare per i due cortili del castello, pronti ad assalire quanti avessero tentato di entrarvi senza permesso della padrona o del suo fido servitore.

La contessa era gelosissima dei suoi tesori che teneva custoditi in uno scrigno di ferro, nascosto nei sotterranei più oscuri del castello. Soltanto Giuseppe era a conoscenza del luogo dove si trovava quel favoloso tesoro.

Tutta questa ricchezza era stata accumulata con rapine e ruberie dal marito della contessa, che non era contenta di possedere tanto denaro e tanto oro; ne avrebbe voluto ancora per sentirsi la donna più ricca del mondo!

Per aumentare le sue ricchezze ella sarebbe ricorsa  a tutti gli inganni e stratagemmi possibili e, se del caso, anche dell'omicidio. Si racconta che una sera d'inverno arrivò al castello un distinto cavaliere. Il giovane proveniva dalla Germania ed era diretto ad Aquileia, dal Patriarca Grimani, al quale doveva consegnare per ordine dell'Imperatore, un sacchetto di monete d'oro.

Il cavaliere pregò la contessa di volergli dare ospitalità per una notte soltanto perchè non si sentiva sicuro di intraprendere il viaggio per strade sconosciute; sarebbe ripartito il mattino seguente, all'alba, per Aquileia.

La terribile contessa acconsentì di buon grado di offrirgli il letto, ma in cuor suo meditava già il peggio! Avida com'era le frullava nella mente il desiderio di possedere quelle monete d'oro che il messo imperiale le aveva incautamente confessato di tenere con sè.

Come si può ben capire quelle monete non arrivarono mai nelle mani del Patriarca. Il giovane cavaliere era stato ucciso nella notte dalla malvagia donna aiutata dal fedele servitore. Purtroppo tutti così finirono sempre coloro che caddero nei lacci diabolici della contessa Caterina.

Ma arrivò anche per lei il giorno del giudizio! Una notte il suo servitore la trovò morta e non si degnò nemmeno di darle cristiana sepoltura, fu lasciata lì perchè il diavolo se la portasse via.

Anche Giuseppe scomparve e di lui non si seppe più nulla. In quanto ai tesori della malvagia donna, non si seppe mai in che mani fossero finiti. Chi dice che fu il servitore a portarseli via e chi il diavolo, ma il mistero non fu mai svelato!

Della triste vicenda rimase solo il ricordo della truce donna che ogni notte soleva presentarsi sugli spalti del castello di Gorizia.

 

 

 

* AVANTI *

F

 

 

 

Statistiche sito,contatore visite, counter web invisibile