I tre porcellini
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In un bel bosco di betulle e pini vivevan tre graziosi prcellini. Fra scherzi e lieti giochi la brigata felice trascorreva la giornata, e senza aver un sol pensier al mondo, cantavano facendo il girotondo. Ma un brutto giorno proprio lì vicino, tornò di casa un pessimo inquilino: un vecchio lupo grigio e spelacchiato, dall'aspetto crudele e affamato. Quel lupo magrolino e denutrito era fornito d'ottimo appetito e soprattutto, aveva una passione per i porcelli arrosto col limone. "Fratelli, è giunta l'ora, almeno credo, se non vogliam finire sullo spiedo, di lavorare sodo e fabbricarci una casetta dove rifugiarci, nel caso che quel brutto lupo infame ci veda e si ricordi di aver fame". Queste parole disse ai suoi fratelli, tutto serio, il maggiore dei porcelli; così ciascuno di loro in tutta fretta si pose a costruire una casetta. Il più piccino, dentro la boscaglia, si fece una casetta con la paglia. A farla lui ci mise un batter d'occhio, poi si grattò la testa ed il ginocchio e disse: "ho lavorato per benino, ma adesso voglio fare un pisolino". Il secondo porcello, con impegno, si fabbricò una casa di legno, ma ben tre ore aveva lavorato ed era veramente affaticato. "Ho lavorato in modo scrupoloso" pensò, "Quindi mi merito il riposo". Il terzo porcellino, assai più saggio, si disse: " Beh, facciamoci coraggio! La più sicura delle abitazioni mi costruirò con solidi mattoni". Gli costò gran lavoro e molte pene, ma la casetta venne proprio bene. Infine, essendo stanchi da morire, i tre fratelli andarono a dormire. Intanto dentro il bosco silenzioso qualcuno si aggirava minaccioso; il lupo, che sentendo un gran languore, era scontento e assai di malumore. Ad un tratto, però, con il suo fiuto, lui colse un profumino conosciuto ed esclamò, contento: " Hurrà, che bello! Lo riconosco è odore di porcello! Di certo il mio nasone non si sbaglia: c'è dell'arrosto dentro quella paglia!". Quel lupo, benchè vecchio e malandato, era esperto nel soffio potenziato e gli bastò, purtroppo, un soffio solo per far crollare la casetta al suolo. Il porcellino, vistosi perduto, da suo fratello andò gridando: "Aiuto! Dammi soccorso, che non son disposto ad esser mangiato come arrosto!" "Fa presto, non aver alcun indugio, nella mia casa troverai rifugio" rispose suo fratello, ma vi giuro, sbagliavano sentendosi al sicuro. Soffiò tre volte il lupo , non di più, e la casa di legno cadde giù. A questo punto i poveri maiali corsero come se avessero le ali diretti alla casetta di mattoni. Il lupo, dietro urlava: "State buoni! Ragazzi, mi farebbe proprio gola mangiare qualche tenera braciola!". Ma i maialini, stanchi e spaventati dal fratellino s'eran rifugiati; lì non avevan più nessun motivo di aver paura del lupo cattivo che niente più poteva fare adesso contro la casa di mattoni e gesso. Il lupo soffiò quasi per tre ore finchè crollò, colpito da malore, tanto che i porcellini, per creanza, dovettero chiamare l'ambulanza. Soccorso e trasportato all'ospedale quell'essere famelico e brutale, anche se il fatto può sembrare strano da allora diventò vegetariano.
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