Cenerentola

 

Questa è la storia di Cenerentola sempre in cucina con la sua pentola, impiastricciata di fumo e di grasso per lei la vita non era uno spasso.La sua matrigna le dava le botte e la sgridava di giorno e di notte,le sorellastre, per farle dispetto, mettevan lucertole proprio nel letto. Una mattina, alle dieci suonate, mentre lei stava a pelare patate,un messaggero di Sua Maestà venne a portare la novità: "Se in questa casa ci son zitelle vadano subito a farsi belle,a metter pizzi, profumi e gale per questo evento sensazionale.

C'è una notizia meravigliosa: Arturo, il principe, cerca una sposa! Ogni fanciulla non maritata stasera a corte viene invitata. Vi raccomando di non mancare!" fece l'araldo prima di andare. "Avete udito, figliole adorate? Su preparatevi, cosa aspettate?" disse la madre, facendo progetti, ma quelle presero a farsi dispetti. Una diceva: "Mi sembra chiaro che tu somigli ad un grosso somaroed hai la voce d'una cornacchia. Cara sorella, sei una racchia!"l'altra gridava, mostrando il pugno: "Sorridi pure con il tuo grugno!Dirò ad Arturo, stasera a corte, che le tue gambe son grasse e storte. "Ma la matrigna risolse il guaio mettendo pace nel gallinaio: Basta ragazze, fate le buone, non va sprecata questa occasione! Quindi piantatela, niente capricci.

Tu Cenerella di che t'impicci? Di rallegrarti non hai ragione, torna ai fornelli, torna al carbone!" Con la sua pena chiusa nel cuore, la miserella pianse per ore: "Ahi, che crudele, che amara sorte esser esclusa dal ballo di corte!  Le sorellastre vanno alla festa, io resto a casa col mal di testa. "Ma tutt'a un tratto venne una fata che disse: "Salve! Bella serata! Suvvia non fare la mammalucca, chiama dei topi, prendi una zucca. E sii felice perchè ti giuro che danzerai con il principe Arturo."Poi la fatina in un batter d'occhio mutò la zucca in un bel cocchio,ogni topino in cavallo morello e l'abituccio in un ricco modello che a Cenerentola stava benone. Altro che stare vicino al carbone!Infine disse: "Come ogni gioco questo incantesimo durerà poco. A mezzanotte come d'incanto, scompariranno la veste e il manto e soprattutto, la tua vettura ritornerà una banale verdura.

Perciò alla festa fà pure sfoggio tenendo d'occhio però l'orologio. E adesso goditi la tua serata!" Poi si dissolse la buona fata."Orsù destrieri, forza e coraggio, per questa sera niente formaggio,che non si accorgano dame e signori che siete solo dei roditori! E tu zucchetta, niente paura, farai di certo una grande figura. "Poi Cenerentola, felice e fiera, al ballo corse di gran carriera.

Intanto il principe di quel reame trovava orribili tutte le dame si diceva: "Son alto e snello, ma destinato a restare zitello!" In quel momento felice e bella, fece il suo ingresso la Cenerella e pensò il principe emozionato: "Che meraviglia, son conquistato! Questa donzella m'ha preso il cuore!" I due danzarono per ore e ore senza notare che nel frattempo rapidamente scorreva il tempo, anzi era quasi del tutto scaduto: a mezzanotte mancava un minuto.

Già mezzanotte, no, non è giusto, ci stavo proprio prendendo gusto!" disse la bella, fuggendo in fretta, e nel fuggire smarrì una scarpetta. Era un modello di scarpa da ballo di trasparente, chiaro cristallo. Esclamò Arturo: "Giuro e m'impegno sulla mia spada, sopra il mio regno la proprietaria della scarpina sarà mia sposa, sarà regina!"

La mezzanotte era appena trascorsa e rincasò Cenerella di corsa: il suo vestito di trine e merletto era di nuovo uno sporco straccetto. Il giorno appresso, dopo le dieci, stava cuocendo minestra di ceci, quando un araldo, con Sua Maestà, venne a portare la novità: "Colei che calzi questa scarpetta, senza che vada nè larga nè stratta è destinata ad un grande futuro: sarà la sposa del principe Arturo."

Le sorellastre, tutte raggianti, senza esitare si fecero avanti tirando fuori certi piedini che avevan l'aria di cotechini. Ma non entrava la calzatura su quei piedoni fuori di misura. Pensava Arturo: "Dov'è la bella?, quando si accorse di Cenerellae tutto pallido per l'emozione fece l'ennesima misurazione.

Che meraviglia! Quella scarpetta a Cenerentola non stava stretta!" O Cenerella, ti voglio mia sposa!" le disse Arturo e lei, orgogliosa: "Mio caro principe, sono onorata che tu mi chieda per fidanzata."

Se sei curioso, piccolo amico, quel che successe ora ti dico. Fu la matrigna, per la gran rabbia presa e rinchiusa dentro una gabbia e la burlavano grandi e piccini tirando arachidi e bruscolini. Quelle due perfide delle sorelle che non volevano restar zitelle, si maritarono tre mesi dopo, con un idraulico e con un cuoco.

Posso giurarvi senza smentita, che rovinarono la loro vita. Il matrimonio fu duraturo tra Cenerentola e il suo Arturo e, circondati da amici e parenti vissero sempre felici e contenti.

 

 

Il Mulino a vento: tante fiabe in rima

Edizioni Raffaello

 

 

 

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